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Trading Online: Quando la perdita non è sfortuna, ma un reato penale. Ecco come difendersi.

  • Immagine del redattore: StudioLegaleVerno
    StudioLegaleVerno
  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Promesse di guadagni facili, grafici che salgono sempre e "consulenti" gentili che chiamano da numeri esteri. Poi, il buio: il conto viene bloccato e i soldi spariscono. Ogni giorno, decine di risparmiatori scoprono di non aver perso soldi in borsa, ma di essere stati vittime di una truffa aggravata.

Ma c’è una domanda che tormenta chiunque ci sia passato: denunciare serve davvero a qualcosa? La risposta della giurisprudenza penale recente è più incoraggiante di quanto si pensi.


La Truffa Aggravata e la "Minorata Difesa"

Chi gestisce queste piattaforme illegali non commette solo una semplice truffa (Art. 640 c.p.). Spesso i giudici riconoscono l'aggravante della minorata difesa (Art. 61 n. 5 c.p.), perché i truffatori sfruttano la distanza fisica, l’uso di sistemi informatici complessi e la mancanza di una regolamentazione chiara per disorientare la vittima.


Il mito da sfatare: "I soldi sono all'estero, non si può fare nulla"

È l'errore più comune. Sebbene i capitali vengano spesso spostati in paradisi fiscali, l'azione penale in Italia è fondamentale per diversi motivi:


  1. Sequestro per equivalente: Se l'indagine identifica i responsabili (o i prestanome) in Italia o in Europa, è possibile sequestrare i loro beni per risarcire la vittima.

  2. Responsabilità delle banche: In alcuni casi, se la banca che ha eseguito il bonifico non ha rispettato le normative Anti-Riciclaggio (AML), potrebbe essere chiamata a rispondere del danno.

  3. Prove documentali: La querela permette di ottenere il tracciamento dei flussi finanziari tramite rogatorie internazionali, cosa impossibile per un privato cittadino.


La posizione della Cassazione sul "Recupero Crediti" truffaldino

Un fenomeno recente è la cosiddetta "Truffa della Truffa": società che contattano le vittime promettendo di recuperare i soldi persi in cambio di una commissione anticipata.


La Corte di Cassazione (Sez. II Penale, Sentenza n. 25042/2022) ha ribadito che il "metodo negoziale" utilizzato per raggirare chi è già in difficoltà costituisce un elemento di particolare allarme sociale, aggravando la posizione penale degli indagati. Non bisogna mai pagare per "sbloccare" fondi fermi: è tecnicamente e legalmente un falso.

3 passi legali da compiere immediatamente:


Se sospetti che la piattaforma su cui hai investito sia una truffa, non aspettare:

  1. Cristallizza le prove: Non cancellare le chat di Telegram o WhatsApp, salva le email e fai degli screenshot della piattaforma (prima che la oscurino).

  2. Blocca i flussi: Informa immediatamente la tua banca e chiedi se è possibile attivare una procedura di recall del bonifico (se sono passate poche ore/giorni).

  3. Querela specialistica: Una denuncia generica presentata senza i necessari riferimenti tecnici alle transazioni e alle violazioni del TUF (Testo Unico della Finanza) rischia di finire archiviata. Serve un atto che inquadri correttamente il reato informatico.


Conclusione

Il trading online è una giungla, ma il diritto penale sta affinando le armi per colpire i "predatori" digitali. Essere stati raggirati non è una colpa di cui vergognarsi, ma un danno che va denunciato per tentare il recupero e, soprattutto, per evitare che altri cadano nella stessa rete.

 
 
 

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